«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 15 aprile 2017

Aquilotta



Amiche care, amici,

ah, la brevità!
Quanto lavoro, quanto studio, quanta fatica per tentare di conseguire, pian piano, il dono inestimabile della brevità.

Personalmente, come chi mi segue da qualche tempo sa bene, io tendo ad essere una scrittrice fluviale, una volta entrata in sintonia con i miei pensieri, i versi si dipanano con una certa facilità, difficile che io mi fermi prima di aver riempito almeno una pagina intera. Per questo a volte mi "costringo" dentro forme fisse che mi impongano una struttura chiusa, con limiti precisi e definiti, come i quattordici versi del sonetto, o i dieci del madrigale antico.
Eppure, da quando dopo una lunga pausa ho ripreso a scrivere con regolarità, la mia ricerca costante è sempre stata quella di rendere "essenziali" le parole. La bellezza della poesia è data in molta parte proprio da questa sua intrinseca essenzialità, nella insostituibilità di ogni suo elemento, "necessario e sufficiente", quello che io ho sempre definito come la sua urgenza.
Naturalmente non ho mai accettato di valutare la poesia con il righello, la qualità della poesia non è in alcun modo collegata alla sua lunghezza: una composizione di cento o mille versi può essere un capolavoro o un penoso aborto, così come una di tre può essere una inestimabile intuizione oppure una vuota filastrocca pubblicitaria.


Per questo al temine "brevità" preferisco quello di "densità", che rende molto meglio un senso preciso di valore. La poesia, per definizione, deve essere densa, indipendentemente dal numero di versi. È densa perché, a differenza della scrittura in prosa, più concentrata sul contenuto, sulla storia, sull'affabulazione, utilizza allo scopo di "commuovere" i lettori ogni livello, ogni artificio, ogni caratteristica della lingua, grafica, ritmica, acustica, semantica.
Per questo in realtà esistono due tipi di brevità, in poesia (ma questo vale anche per altre forme di scrittura): la brevità rarefatta (o vuota), e la brevità densa. La prima trasmette solo povertà di idee, come molti "haiku" che si leggono in giro, frutto di una moda (che si sta sgonfiando) assai più che di una necessità espressiva.
La seconda può essere il frutto di una grande propensione personale alla sintesi, cosa ahimé assai rara, oppure di un lungo e faticoso lavoro di sfrondatura, di distillatura del pensiero, di concentrazione ed esperienza. In un caso e nell'altro essa è la premessa econdizione ineludibile per ogni risultato chesi possa considerare artisticamente valido e significativo.

Questo ritrattino preso al volo una mattina d'estate è un po' come vorrei scrivere sempre, in un arco descrittivo e narrativo che si risolve in pochi versi, dove ogni singola parola è in equilibrio con tutto il resto. Càpitano di rado momenti di "felicità creativa" come questi (a prescindere da ogni considerazione di valore, benintesop, che non compete a chi scrive ma solo a chi legge), e quando càpitano occorre essere pronti a coglierli, senza esitazioni o rinvii..

Per voi, amiche dilette e amici, con amore

M.P.








Aquilotta


Oddio, quanto tempo ti lasci indietro
tu, giovane aquilotta? Sbatti l'ali
e t'involi, lasciando a terra tutti
stupefatti: e a te pare naturale.

Incedi coi tuoi passi svelti, fieri,
sui tacchi alti, acuti come pensieri,
e mentre sfili franca lungo il viale
intenta al tuo sperperarti alla vita

rispondi alla chiamata al cellulare
un poco concitata, gridi, e intanto
sembri guardare tutti giù dall'alto
della tua lieve, fiammante giovinezza.


Marianna Piani
Trieste, 11 Luglio 2016

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