«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 21 marzo 2015

Docile, accanto




Amiche care, amici,

Oggi vi propongo una  piccola elegia, uno di quei miei quadretti, o foto ricordo, che mi fanno sempre star bene, nello scrivere.
In realtà non mi importa nulla di apparire troppo… elegiaca, appunto, o crepuscolare, come un giorno qualcuno mi ha detto.
Anzi, se devo essere sincera, proprio non mi importa nulla, in assoluto, di "apparire" un qualsiasi cosa. La mia scrittura segue semplicemente il mio pensiero, ed è questo il privilegio che una dilettante pura, come amo definirmi, si può permettere, se si tiene lontana dalle sirene dell'ambizione e dai gatti & volpi delle finte riviste, dei finti premi letterari, delle finte pubblicazioni e dei finti libretti.
Vale a dire la libertà di seguire il proprio istinto, la propria cultura e la propria sensibilità, in totale indipendenza, e senza seguire le mode, le correnti, i salotti reali o virtuali, le  consorterie, i personali esibizionismi e i narcisismi basati sul nulla.
Non è una posizione snobistica, credetemi, è solo sincero bisogno, anzi urgenza di libertà, il quale è il bisogno primario della mia esistenza, cui sono sempre disposta a sacrificare ogni altra considerazione.
Il rischio, perché c'é un rischio ed è grosso, è l'isolamento, e con l'isolamento il congelamento della propria capacità creativa in una situazione statica, e non di evoluzione e di crescita o rinascita. Per questo io ho eletto le mie lettrici e i miei lettori, le mie amiche e amici, proprio voi, come unico e primario confronto, unico e primario obbiettivo di questo lavoro, che prende senso nel momento in cui mi permette di "comunicare" con l'altro da me, sperando nel contempo di donargli una parte del mio essere, della mia anima. Non diversamente da quando si indossa un bel vestito: lo si fa per esigenza personale, prima di tutto, per sentirsi bene con sé stesse, ma poi non serve a nulla, è insensato fermarsi allo specchio di casa; perché il vestito, il bel vestito, è fatto per comunicare agli altri la propria emozione, la propria bellezza, il proprio stato d'animo, il proprio desiderio.

Vi offro dunque questo "bel vestito", amiche dilette e amici, come sempre, con amore

M.P.






Docile, accanto


Docile è il tramonto
e dolce, quando si spande
sulla pallida linea dell'orizzonte,

docile e ansioso è il vento
che si frange sulla linea costiera
dei pini protesi ad abbracciare
la loro ombra e a lasciare nell'aria
morte aghifoglie e profumi
di resina ambrata.

Docile e poderoso il mare
che s'abbatte sulla scogliera
che protegge l'approdo
dei fragili umani natanti,
e s'erge in ondate di schiuma
salmastra di rabbia,

vestigia di remote bufere.
Docile il mare, e amareggiato
allorché giunge a carezzare la riva
e trova i miei piedi trepidi esangui
piantati come bianche radici
nella ghiaia della battigia.

Docili, come giumente
le nubi che in cielo s'aggreggiano
come in attesa paziente
e fremente che giunga il pastore
e le guidi al fondovalle
ove le attendon le stalle e gli ovili.

Indocile invece, fremente,
è la linea del tuo sguardo
come un dardo lucente,
e il taglio amaro delle tue labbra
dischiuse appena
per assaporare la sera.

Ribelle, come un branco
di puledri selvaggi in prateria,
la tua chioma, sul guanciale,
e ribelli se pure sopite
le tue svelte belle caviglie
pronte, da sempre, alla fuga.

Docilmente, imprevedibilmente,
la tua mano tuttavia non fugge,
ma rimane, senza un tremore,
acquattata, come un furetto,
sotto la mia che si posa
ma non preme, non trattiene.

Solo, senza intenzione cosciente,
trasmette speranza, e il calore
d'un indicibile volere.



Marianna Piani
Milano, 18 Ottobre 2014

10 commenti:

  1. Mare = Docile e Poderoso.
    Vento = Docile e Ansioso.
    Nubi = Pazienti e Frementi.
    Li definirei quasi "contrasti derivanti dall'abitudine".

    Sguardo Della Persona Amata = Indocile e Fremente.
    Chioma Ribelle, Caviglie pronte alla fuga…

    Questa potrebbe essere una chiave di lettura :

    La Natura segue il corso degli eventi, un proprio, personalissimo, (quasi) costante e scritto corso degli eventi, quotidianamente.
    Il Tramonto descritto in apertura di composizione è l'emblema della costanza, della certezza.
    L'Amore, la Passione, La Bellezza, i Sentimenti (in generale) rendono noi "Umani" maggiormente imprevedibili e dunque, a seconda delle circostanze vissute al momento, "docili" o "indocili".
    Ecco allora che, quando "imprevedibilmente" la mano della tua Amata non sfugge la presa, quasi di conseguenza (ma anche a fronte della tua enorme timidezza / docilità), decidi di non trattenerla, lasciandola libera di scegliere la "mossa" successiva, pur trasmettendole (senza apparente coscienza), un suggerimento sul da farsi.

    Amorosa, nostalgica (il ricordo di una passeggiata mano nella mano lungo la battigia è da sempre, e sarà per sempre, IL ricordo romantico per eccellenza) e anche un filino malinconica, come ogni Elegia che si rispetti.
    Tu stessa sei ricca di amore da offrire, nostalgica, malinconica, e chi più ne ha più ne metta.
    Ma in fondo, come dici giustamente, chi se ne frega !
    Sei TU.
    "La mia scrittura segue semplicemente il mio pensiero"…

    Lancio inoltre una proposta, destinata a cadere nel vuoto come ogni singola preghiera :

    Invece di far spendere 20 Euro per un libro (la elle è volutamente minuscola) di Merda al malcapitato - credulone - affezionato alla persona vincitrice - di turno, perché gli organizzatori dei vari "concorsi letterari" non decidono di far uscire "l'opera" unicamente in digitale ?
    Sarebbe coerente, come scelta :
    Venderebbero "Fumo" sul mercato del fumo per eccellenza, la carta verrebbe risparmiata e riservata per tramandare Opere davvero meritevoli, e il prezzo sarebbe consono alla non-qualità del prodotto.

    P.s. Hai composto questa Elegia nel giorno del mio compleanno, quindi la considero un dono.

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    1. Caro Luca,

      grazie come sempre per il tuo commento, che mi costringe a ritornare (mentalmente) a ciò che ho scritto, con uno sguardo prospetticamente diverso.

      Leggere una composizione poetica rispetto a scriverla equivale in un concerto musicale all'essere in platea, piuttosto che sul palco.
      Chi suona sul palcoscenico, in orchestra ma anche da solista, ha una percezione "interna", troppo ravvicinata di ciò che sta creando, o eseguendo, e può solo sforzarsi di immaginare come la sua musica raggiunge gli ascoltatori in platea o galleria. Che poi è ciò che conta, perché ogni esecuzione (o pubblicazione) è destinata e dedicata a chi ascolta, non certo a chi suona, esegue - o scrive. Per questo i tuoi feedback, e quelli di ogni lettrice o lettore, per me sono preziosi, e ne sono avida, non me ne sazierei mai.
      E questo non contraddice la mia sete di libertà e indipendenza di pensiero, scrittura e stile. Anzi, la rafforza, poiché solo in lobertà si può essere completamente sinceri e onesti. E l'onestà è il primo requisito di comunicazione e di scambio con il proprio pubblico, in ogni forma d'arte o di espressione.

      Accolgo la tua frecciata polemica sui sedicenti "concorsi letterari", anche se io in realtà non me ne preoccupo molto e mi limito semplicemente - con ogni cura - a evitarli.

      Un abbraccio grande
      Marianna

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    2. L'Onestà... questa sconosciuta !

      No, la mia non era una frecciata.
      Chi parla chiaramente non lancia mai "frecciate".
      Esse sono paragonabili ad un look "vedo, non vedo".
      Le mie sono opinioni irrivedibili, nude e crude.
      Amo essere SEMPRE coerente, non cambio a seconda delle situazioni o delle "persone".

      Se oggi dico che amo SOLO il colore giallo, domani non dico che amo anche il verde, che non amo più il giallo perchè mi ha deluso e ho scoperto che il verde è più simpatico.

      Certe cose non vanno "evitate", vanno combattute.
      Esattamente come va "combattuta" la lotta per la salvaguardia del libro vero.
      L'unico modo per salvare i libri è non smettere mai di LEGGERLI.

      Lunga vita all'arte, l'arte VERA...
      ...E lunga vita alla COERENZA,
      La semplice COERENZA umana.

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    3. Hehe Luca, magari non non sono proprio una campionessa mondiale di coerenza, che non credo peraltro sia la prima delle virtù femminili. Non certo la mia.
      Diciamo "integrità", a quella sì ci tengo.
      Ma non solo come persona, ma come persona che lavora in vario modo - professionale e amatoriale - in campo artistico.
      Trovo la onestà e l'integrità i primi requisiti per un'opera, oltre che per una persona. Poi si può, anzi si dovrebbe essere dei fuorilegge, dei rivoluzionari, perché altrimenti non ci sarebbe evoluzione ma solo crologiamento nella propria broda predigerita.
      Certe cose vanno combattute, hai ragione. Altre, inoffensive, forse basta evitarle, per risparmiare le energie. Che male vuoi che facciano dei poveri pinocchietti illusi e dotati di troppa ambizione e troppo poco talento che si fanno truffare dai gatti & volpi Srl di turno?...
      Ma adoro la tua veemenza e, in certi casi, intransigenza.
      La mia battaglia per il Libro Vero e contro quell'aborto tecno-trendy che è il cosidetto ebook o Kindle e compagnia, che considero tutt'altro che inoffensivo, ha la stessa intransigenza: lotta dura, senza paura!

      HASTA EL LIBRO SIEMPRE!

      Marianna

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    4. I veri rivoluzionari si contano sulle dita di una mano.
      I finti rivoluzionari sono numericamente superiori ai granelli di sabbia presenti sulla spiaggia.

      Si può essere (anche) dei fuorilegge onesti...

      I "poveri pinocchietti illusi", in primis, offendono la memoria dei VERI Poeti.
      E nella vita bisogna portare RISPETTO nei confronti delle menti superiori.
      Bisogna prendere esempio e togliersi il cappello, non fare i pagliacci e spacciarsi per ciò che non si è.
      Si può scherzare su varie cose, si può dire di essere cuochi senza saper cucinare un piatto di spaghetti, si può dire di essere andati a letto con 200 donne quando in realtà si è andati a letto con 2 donne al massimo facendo pure cilecca, etc.
      Però non si può offendere l'Arte, spacciandosi per Artisti.
      Non si può e non si deve.
      Perchè l'Arte è frutto di talento, dedizione e fatica.
      Inoltre, i suddetti pidocchietti lanciano un cattivo esempio nei confronti delle nuove generazioni, facendo credere che TUTTI possano partecipare a qualsiasi tipo di concorso, e che TUTTI possano definirsi Poeti / Artisti.
      Fanno credere alle nuove generazioni che il TALENTO non sia un dono naturale, bensì un qualcosa che si può "vincere" o "guadagnare" dall'oggi al domani.

      Io non ho mai risparmiato energie per far valere le mie ragioni.
      Le risparmierò sicuramente tra 100 anni, quando sarò morto e sepolto, mangiato dai vermi oppure rinchiuso sotto forma di polvere in un'anfora.
      Finchè sarò vivo, non farò MAI finta di niente.

      Buona Serata !

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  2. Docile ? Per niente.
    Le tue allegorie mi sorprendono sempre , vibrano e scompaginano , apparentemente volte al classicismo. Senza inganno tu stessa sveli il tuo scrivere per te stessa, per nutrirti e appagarti.
    Al bando i premi e le gratificazioni in tintinnanti denari o roboanti , eccessivi incensi .
    Lunga vita all'arte ; concordo.


    Con affetto
    Rossella

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    1. Mi cogli sempre, Rossella, anche se non mi conosci che per questi pochi nostri scambi epistolari.
      E' vero, non sono affatto "docile", come donna e come persona. Sono capaparbia e assai impaziente, e molto, molto insubordinata.
      In amore invece mi trasformo, divento docile come un agnello, mi abbandono letteralmente nelle braccia di chi amo, indifferente a qualsiasi ferita. E quasi sempre sono io quella che viene lasciata, in lacrime e disperata.

      Ma del tuo commento mi piace soprattutto questo tuo accenno: "apparentemente volte al classicismo".
      Adoro questa definizione, perché disegna secondo me con lucida precisione il senso del mio lavoro. Meglio di una recensione!

      Ti abbraccio, amica mia.
      Con affetto e stima grande, sempre!

      Marianna

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  3. Non sono docile ma le stó accanto e ascolto l'inebriante canto di questo versificante usignolo che, se pur affranto, da Pindaro a me, sempre vola!

    xo!!

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    1. Un usignuolo
      un poco affranto,
      ma sempre pronto
      a prendere il volo,
      non appena qualcuno
      si scorda aperta
      la porticina della gabbia...
      E ad andare a beccare
      il naso di Pindaro,
      così, di passaggio...

      Marianna


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  4. With the unimaginable strength
    of a butterfly, your spirit, traverses
    my firmament fanning its lights
    ever so brightly.

    Astronomers love the gentle
    sweeps of your wings
    as they measure the vastness
    of their oceanic waves, through
    dark, deep etherized space.

    Your muted songs, give life
    to new nebulas, untangle
    space-time continuum,
    embody all forms
    with classical beauty,
    and no one, but me,
    deciphers their meanings.

    Mystery claims you, and
    I, mystified, look upon you
    as distances collapse
    and clarity surrounds you!

    Just written, right here, for you, Mari!

    BTW, just as I was passing by, I noticed Pindar
    holding his nose. LOL!



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Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.