«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

giovedì 21 giugno 2012

Custodire

"Custodire"
Una immagine di Paola Mancinelli

 
La suggestione di una foto di Paoletta, bellissima ed enigmatica come tutte le sue, e la mia fantasia, ancora una volta, si scatena, libera e selvaggia: un sogno, una visione, e la voglia immensa di abbandonare la ferma terra per lanciarmi in una libera, sfrenata avventura, viaggiare, attraversare mari e continenti, rischiare, espormi, gridare, combattere furibonda per amore...
E nel contempo volermi sentire placata, in pace, protetta, "custodita" appunto, come quella minuscola, insignificante chiave, raggomitolata, nell'ombra, accoccolata sul palmo della mano di lei dolcissima, calda, materna, pura.
Avventura, follia, temeraria sfrontata libertà della mente, e trepido immenso bisogno del cuore di essere amato, consolato.
Contraddizioni dell'anima inquieta di una donna. Di ogni donna, credo.

La dedico a te Paoletta, per la grazia infinita delle tue immagini, a A.T. altor, meraviglioso amico, che mi ha donato le sue prime preziose impressioni di lettura ed aiutato a renderla più sincera e più viva, e a tutte voi amiche care, e amici, con amore.
M.P.


Potete incontrare Paola e il suo mondo meraviglioso
direttamente al suo "Spazio Indifeso" 
http://lospazioindifeso.blogspot.it




Custodire

Quella notte non dormivo, mentre il vento
ululava e strideva infiltrando le connessure
degli infissi, tormentando sui cardini le imposte
come rande lacerate dalle avide tempeste.

Mi levai, infreddolita, involgendomi fino al capo
nel mio patchwork di piumino, incollando al vetro
il nasino congelato per spiare che mai accadesse
al mondo, in quell'alba acerba di tuoni e di percosse.

Nembi grevi come pece si sfrangiavano
sopra il mare, turbinando e fiammeggiando
come vele immense d'un vascello di ventura
torreggiante nei miei sogni di paura.

Henry Morgan ne sbarcava, smisurata oscura
la figura, l'occhio da ribelle senza scampo,
scuotendo fieramente dal mantello
la salsedine del tempo e delle stelle.

Mi chiamava a sè, il Nero Principe del Mare,
protendendo la guantata e salda mano.
Sull'istante, fui rapita dal suo sguardo calmo,
acquattata fui come un furetto nel suo palmo.

Avrei navigato da allora assieme a lui, per sempre,
nei remoti oceani, da Occidente a Oriente,
doppiando insieme Magellano, incrociando
da corsara i mari delle Antille, al suo comando;

tra i golfi, i porti, gli arenili, e gli anfratti tormentati
dalle correnti, e i venti senza tregua di Sumatra
e le baie più segrete di Tortuga e d'Hispaniola,
e le secche dei Sargassi: mai più, mai più sola!

E quando una palla - gelosa - m'avrebbe infine colto in fronte,
egli avrebbe ululato il suo dolore ai quattro venti,
avrebbe espiantato infine il cuore dal mio seno bianco
rinchiudendolo in uno scrigno da tenere sempre al fianco.

E quando dopo mille e mille anni anch'egli fosse morto
soltanto a te - eletta - affidato avrebbe la sua santa chiave:
La minuscola lucente chiave che custodisci ora
nel cavo della mano, tenera come un'aurora.


Milano, 16 Maggio 2012
A Paoletta, miei occhi, mio sguardo
Marianna

lunedì 18 giugno 2012

Dialogo II


Care amiche, e amici miei, ecco per voi un altro "Dialogo", con un'altra artista da me personalmente molto, molto amata: assai diversa da me per stile e per tono, ma di grandissima forza evocativa, e acuta, intensa sensibilità. Per me ha del miracoloso come lei sappia esprimere un'emozione, una visione in poche, calibratissime parole. Casualmente (ma esiste veramente, il Caso?) anche lei porta il nome di Paola, che è per me - per motivi anche molto intimi e personali - un nome speciale, immensamente evocativo e denso di significati.
Paola ed io in questo "dialogo" ci siamo scambiate non solo emozioni, ma più ancora visioni, figure di un sogno. Lei intona l'apertura, io rispondo a canone, prendendo il via dall'immagine da lei evocata.
Ho menzionato "canone" di proposito, perchè Paola utilizza la parola con razionale (MAI formale) attenzione alla forma, all'equilibrio, alla geometria, come una ricercatrice alla ricerca della dimostrazione di un teorema. Tutto nella sua scrittura si iscrive in una perfetta logica di metro, suono, senso. Non a caso lei sceglie per esprimersi forme poetiche orientali, in tutta la loro trigonometrica e logica essenzialità. E io, a canone appunto, cerco di intrecciare il mio tema al suo. Lei misuratissima, densa, Io pazzerella, scintillante. Penso ne possa risultare un bell'insieme musicale, tema e variazione, tema e variazione, toccata e fuga, a due voci...

(P.S.: Io chiamo scherzosamente la mia Paola, un poco alla Jane Austen, "Ordine e Intuizione".)

Ecco, dunque, Paola ed io dedichiamo questo "Dialogo" a tutte voi, amiche care.
Con amore

P.T.
M.P.


Vi consiglio vivamente di visitare le pagine di Paola,
sono un tesoro tutto da scoprire.


Keiryu 16
di Come Musica (Paola)


I lampioni tacciono
cala la notte, il buio è sovrano
le ombre sussurrano piano.
Le membra chiedono riposo
nell'ascolto non c'è discordia.




...e poi viene l'Aurora
Di Marianna Piani
 

...
Quella luce fioca, vacillando
riempie di sguardi
dolenti e intensi
questi occhi tuoi verdi
perdutamente immensi.
Il riposo non ristora
l'animo costantemente teso
nel ricercare del Puro,
dell'Insondato, del Vero.
L'anima tua ti trasporta
fino alla soglia
del luminoso impero
dell'inesprimibile Aurora.





Keiryu 19
Di Come Musica (Paola)

Il sole abbozza un volto
di donna che sorride e gioca
tra le nuvole nascosta.
Narra una storia di seduzione:
cerca occhi per farsi ascoltare.





Un volto di donna
di Marianna Piani


e dalla foresta di abeti
perennemente tesi al cielo
si protende una mano forte,
smisurata, immensa:
a sfiorare quel volto
in una siderale carezza.

S'alza allora il vento,
geloso del suo regno,
e ogni cosa svapora
in un sospiro di pura
luce abbagliante. Dissolta
in un solo istante.



A Paola, Pura Luce
Milano, 14 Maggio 2012
Marianna

giovedì 14 giugno 2012

Annunciazione



Care amiche, lettrici e lettori, come narro nel testo stesso di questa composizione, poco tempo fa un'amica cara (di cui per ovvi motivi di risevatezza taccio il nome), molto a sorpresa ha voluto confidarmi di essere in attesa di un bambino.
Ho avuto un moto di gioia infrenabile e, come mi capita quando una potente emozione mi prende all'improvviso, alla gola, ho pianto come una vitella: dalla felicità di apprendere una notizia così bella, e per la tenerezza che mi ha trasmesso il fatto di essere stata giudicata da un'amica degna di ricevere per prima una confidenza così importante, fondamentale.
Cosa c'è di più importante infatti per una donna che scoprire la propria maternità?
Io per motivi personalissimi sono estremamente sensibile su questo argomento.
Questo è il momento in cui all'interno del corpo di una donna si salda la Speranza alla Vita. È la prova estrema del coraggio e della dedizione femminile.
Per questo, senza sforzo alcuno, in pochi minuti, mi è scaturita questa riflessione, a mio modo, in versi, come una aperta testimonianza di tutta la mia ammirazione, quasi una preghiera, al cospetto della potenza invincibile della Vita "incarnata" nella Donna. E al diavolo ogni timore di sembrare enfatica!

La offro col cuore a lei, alla mia amica futura mamma, e a tutte voi, amiche care, e amici, più che mai con amore.

M.P.




Annunciazione

 

Era dunque un giorno di maggio, qualunque,
quasi all'imbrunire, quando, parlando d'altro,
all'improvviso, mi svelasti il tuo dono immenso
ancora segreto, non so se ridendo, o piangendo.

In quel preciso istante, il Tempo, tirannico cocchiero,
rivolse il severo sguardo a noi due, sorpreso,
lasciando sbandare il suo carro per un istante,
e il Sole stesso, incuriosito, risollevò il capo

all'orizzonte, illuminando ancora a giorno
l'intero mondo. Perciò vidi i tuoi occhi
balenare intensa gioia, rivaleggiando
il suo fulgore, che impallidiva, al confronto.

Volli allora carezzarti il viso, per un momento,
e mi chinai poi in ginocchio accanto a te
sgranando cautamente la camicetta bianca,
mentre mi sorridevi stupefatta: bottoncino

per bottoncino, fino a scoprirti il ventre.
Candido, ancora piano come una betulla,
palpitante, come le ali chiuse d'una farfalla.
Posai le mani sui tuoi fianchi, teneramente.

E, mentre istintivamente ti ritraevi un poco,
accostai le labbra alla vellutata pelle,
per baciare casta, come si bacia una reliquia,
la Vita che ora sapevo v'era custodita.

Tu mi appoggiasti le mani sul capo, grata,
forse sorridendo, o piangendo, comprendendomi,
indulgente sacerdotessa ora del Santo Frutto
del tuo Amore, che presto ti chiamerà Mamma.


Milano, 14 Maggio 2012
A una mamma, futura.
Marianna

martedì 12 giugno 2012

Sguardo chiaro (a Margherita Hack)



Un piccolisimo personalissimo omaggio a una Donna stupenda,
una grande scienziata e una persona di fondamentale significato
per tutti noi, e in particolare per noi donne,
che compie oggi gli anni.
Non importa quanti, perchè il genio non ha età.
Penso che tutte voi amiche, e tutti voi amici miei
vi unirete a me e al mio augurio.
Grazie Margherita!
M.P.




Sguardo chiaro


Sguardo chiaro di una donna immensa
più limpido del limpido cielo
più luminoso di un astro fiammante
più mistrerioso di una galassia lontana
più autentico di questo infinito
che tu esplori per nostro sapere
da un'intera eroica vita.
Noi siamo estasiati
dalla Grazia
della tua esistenza,
che ha dato e dà un senso
al nostro profondo costante
segreto anelito
all'infinito.

Milano, 12 Giugno 2012
Per Margherita Hack
Marianna

domenica 10 giugno 2012

Dialogo I


(Videolettura di Refuge ‏@Mary_3497)


Amiche mie care, oggi vorrei inaugurare una nuova "rubrica", che chiamerò "Dialoghi". Ora vi spiego.

Questo mezzo meraviglioso che abbiamo oggi a disposizione, il blog, la rete, è straordinario non solo perchè ci permette di "esporre" i nostri pensieri, le nostre idee, le nostre creazioni grandi e piccoline a un Pubblico, a lettrici e lettori, a chiunque possa essere interessato, incuriosito, stimolato.
È molto più di questo: consente, anche se a distanza, quella comunicazione tra anime, tra artisti, che un tempo avveniva nei salotti, nelle riviste letterarie, o negli storici caffè.

Qui da me  e su altri blog di appassionate come me avvengono non soltanto scambi di carinerie e di attestati di amicizia, ma anche veri e propri interscambi di idee, di spunti, di temi, di intere composizioni. Nel mio caso adoro partecipare in questo modo alle pagine delle artiste che più amo e stimo, prendendo spunto ed ispirazione da una loro composizione, iniziando così un vero e proprio dialogo a due, o a tre, o più artisti, in cui l'uno afferra il pensiero dell'altro, e lo sviluppa, a modo suo, col suo stile, con la sua sensibilità.
Quanto cresciamo, così, donandoci il sostegno una dell'altra, stimolando il pensero a nuovi voli, a nuove avventure, nuove esplorazioni.

Inizio qui orpitando una delle Artiste che, come sapete, amo di più, con cui ho un continuo costante scambio di emozioni, di sensazioni, di pensieri.
Ed ecco qui quattro "battute" del nostro "Dialogo", che continua tutt'ora,  generando frutti che forse, anzi, certamente senza la presenza di lei, io da sola, non avrei mai saputo ottenere.

È bello penso anche per voi assistere al "confronto" diretto tra due voci, tra due stili così diversi, con risultati certo di diverso spessore, eppure così chiaramente illuminati entrambi da una grande inesausta passione. Che è anche, penso di poterlo dire, una reciproca passione, un forte rapporto interpersonale di affetto e ammirazione.

Vi prego, comunque, di non lasciarvi sfuggire la straordinaria purezza, l'armonia intensa del fraseggio di Paola, cui io, molto modestamente, mi affianco col mio caratteristico risuonar di fanfare.

Altri incontri seguiranno spero, altri "Dialoghi" con lei e altre straordinarie artiste e artisti che ho avuto la meravigliosa ventura di incontrare. È una ricchezza che desidero condividere con voi, se volete.




Ringraziamo con commozione l'amica Mary, che ci ha donato, per pura amicizia e passione, la videolettura in testata.

Paola ed io dedichiamo quindi questi nostri pensieri a tutte voi, amiche dilette, e amici cari, come sempre, con amore.
P.M.
M.P.

Potete incontrare Paola e il suo mondo meraviglioso
direttamente al suo "Spazio Indifeso" 
http://lospazioindifeso.blogspot.it


Fortunale
(di Paola Mancinelli)

Ti levasti
come alito di vento
lieve
disteso
favorevole.
D'un tratto
ti mutasti
in burrasca
in uragano
in tempesta.
Io e le mie vele
squarciate,
a naufragare.
Su altri lidi.


Quando spiove
(di Marianna Piani)

...E lontano, mentre tambureggiava ancora
l'eco cupa dell'uragano, un raggio improvviso
lacerò l'orizzonte e si abbattè come un dardo
contro il mare nero, che ribollì schiumando, offeso.

Io che credevo di perire lì, sul lido riarso,
capii di essere stata chiamata invece a intonare
il mio inno d'amore a chi d'amore ancora s'illude.
Per permettere alla Vita di prosperare.



Pasto
(di Paola Mancinelli)

Verranno
gli occhi tuoi
a stanarmi
ingordi
feroci
ribelli.
Si prenderanno tutto.
Guarda,
c'è ancora un pezzo
di me
qui.
Sfamati pure,
il resto
ormai
è come carne
a brandelli.



Sfamare
(di Marianna Piani)

L'amore non è prendere, è dare.
Tutto il desiderio di una donna
aperta alla passione
è fame di darsi, non di sfamarsi:
sfamare, nutrire, donare,
con le gocce ambrate del suo seno,
o con il sangue del suo grembo,
o con la saliva delle sue labbra schiuse.


Domina d'affetti, mai doma:
la vita della femmina d'uomo
è un destino di dono estremo,
vita per vita, carne per carne,
brandello per brandello,
Strazio per strazio.


Immenso dono, il donare,
radice del nome stesso di donna.



 


Paola Mancinelli e Marianna Piani
9 - 15 Maggio 2012

mercoledì 6 giugno 2012

Verso Miramare



"Attesa"
Una immagine di Paola Mancinelli
http://lospazioindifeso.blogspot.it



Questa composizione trae isprazione
da uno dei più tradizionali, struggenti, antichi stati d'animo per una donna: L'attesa.
E infatti l'avevo intitolata così, all'inzio, ma poi ho cambiato il titolo per evocare il luogo
dove mi ero immaginata consumare questo mio stato, sospesa tra cielo e mare.
Alcune di voi, di quelle terre, forse lo riconosceranno, ma non è importante in questo caso:
è uno scenario mentale prima che naturale.
Da millenni le donne attedono. Attendono l'amore, attendono i loro guerrieri al ritorno, attendono
i figli, attedono una carezza, attendono il ciclo, attendono gli amanti, attendono, e attendono…
Con infinita inesausta femminilissima (im)pazienza.

In realtà quel giorno ero effettivamente in attesa del mio uomo, di ritorno da una lunga assenza,
erano proprio i minuti precedenti l'arrivo, mentre col mio abito più carino, attendevo appunto
eccitata, ansiosa, l'annuncio del volo in arrivo, nella hall affollata e indifferente dell'aereoporto.
Tutto il rimpianto del tempo trascorso nell'assenza, tutto il desiderio che tendeva il mio corpo
come un arco: questa era la mia attesa, l'attesa del Monarca della mia anima, che arrivasse infine
e con grazia e forza mi riprendesse con sè… E l'ho fissata, come un'istantanea, nel mio taccuino.

Ho voluto quindi illustrare questo poemetto con una stupenda, enigmatica immagine della nostra Paola,
nella quale ho ritrovato in essenza tutto il mio essere sola, donna, femmina, tesa in questa attesa
piena di ansia, di promesse, di solitudini e di anticipazioni di una gioia che stava per compiersi.

Per questo la dedico per prima cosa a lei, che mi ha aiutata ancora una volta, con la sua arte,
ad esprimere il mio più intimo sentire, e poi naturalmente a voi tutte, amiche care, e amici gentili
come sempre, con amore.
M.P.



Verso Miramare

Piccoli flutti accarezzano teneramente l'arenile
fatto di ciottoli candidi e neri e ambrati e dorati.
L'arco largo armonioso della risacca
ripete costante il suo commosso arpeggiare.

In una costellazione di scintillanti lumi
si frange fiammeggiante il carro del sole
schiantandosi contro la superficie del mare.
Il vento confonde profumo di glicine e salso.

Immergo i piedi nudi nell'acqua appena
increspata, che li accoglie con grazia.
Un pagurino, stupito, si affretta zampettando
sul fondale, trascinando la sua cornucopia di sabbia.

Seduta, sull'orlo del pontile di scabro cemento
rubo i capelli al vento, con le due mani dietro la nuca,
e scruto la linea dell'orizzonte sgombra, in attesa,
come una Penelope in attesa del perduto Ulisse.

La mia luce tuttavia verrà dal cielo, non dal mare:
di laggiù dove s'aggruppano cumulunembi in tempesta,
Il mio eroe giungerà, da remotissime lune
di vetro e metallo, recandomi in dono le perle lucenti

dei suoi mirabili denti, e i selvaggi smeraldi
dei suoi inconcepibili sguardi, e le sete d'oriente
della sua pelle brunita, combusta di soli equatoriali,
e l'incenso e la mirra del suo piacere più intenso.

Verrà, come quel maestoso cormorano che veleggia
lontano, ignaro di tutto fuorchè del suo volere.
Verrà, e scenderà a larghi cerchi, sempre più chiusi,
fino a celarmi, tutta, sotto le smisurate sue ali bianche.

Il tempo non scorre più ora, si rapprende, raggruma.
E ora io stessa sono l'Attesa: io donna, io tutta, io sola,
io nuda, indifesa, ritta sulla banchina del ricordo che consuma,
io chiusa palpitante vulva, lussureggiante spiga di grano

offerta in sacrificio al Dio Sole. Il Dio fiammante.
Dio d'Amore. Dio atteso. Dio Umano.



Milano Malpensa, 14 Maggio 2012
A Paoletta, per la sua presenza illuminante, nella mia vita
Marianna Piani


Un'amica, Mary, dalla voce dolcissima, cogliendo ogni mia intenzione
senza che ci fossimo neppure parlate prima, mi ha fatto questo dono
meraviglioso, leggendo per me i miei versi.
Una sensazione indescrivibile, per me, come se d'un tratto le mie parole
non mi appartenessero più, prendessero vita, e il volo, da sole, con le loro
sole forze, con l'evocazione di una voce intensa, appassionata.
Grazie, grazie, mille volte grazie, amica mia cara! Ascoltate...


domenica 3 giugno 2012

Poetesse


Tempo fa ho pensato di dedicare questi versi, in forma di fanfara, di inno,
a tutte le donne che conoscono, amano, leggono, praticano
la poesia. Ho esitato a lungo a pubblicare, perchè temevo potesse
sembrare un'autocelebrazione, dal momento che io stessa
assai immeritatamente in verità, di questa schiera sento di far parte.
Alla fine ho pensato che potesse essere un omaggio
assai più ampio alla Donna nella sua intera essenza:
la Donna creatrice, fattrice di vita e bellezza.

Perchè per me, l'ho detto in diverse occasioni, Poesia non è solo
esprimersi con le parole e la musicalità, ma con ogni mezzo
che consenta di esprimere capacità di ricercare, cogliere e ricreare bellezza.
In questo senso Poetesse non sono soltanto
le meravigliose donne che "armate" di penna, o tastiera,
trasmettono i battiti del loro cuore direttamente alla punta
delle loro dita, donne meravigliose di cui sono fiera di essere amica
come Paoletta, Paola, Rosanna, Eleonora, Laura, Surfinia, RedCap...
Ma lo sono a pieno titolo anche ragazze e donne apparentemente lontane da questo mondo,
eppure capaci di donare pensieri, immagini, idee, come Sonja, Carolina, Stefania...
E soprattutto ci sono le donne che amano la Poesia
senza avere la improntitudine che abbiamo noi "militanti",
e che con la loro sensibilità danno tutta la luce e il nutrimento
senza il quale le nostre piantine, esili o forti, minuscoli fiorellini di campo
o rigogliose lussureggianti piante che fossero, tutte avvizzirebbero senza speranza.
Perchè la Poesia, come ogni Arte, acquista vita, senso e bellezza
grazie agli occhi di chi ha la sensibilità di osservarla, uomo o donna che sia.
Per questo dedico questa mia piccola composizione soprattutto
alle amiche lettrici e agli amici lettori, che con la loro grazia
il loro affetto e la loro intelligenza fanno il più grande dono possibile:
la partecipazione.

Con amore, come sempre, più che mai
M.P.




Poetesse

 

Occhi di luce, sguardi scuri come mari,
capelli, agitati come stendardi,
aggrovigliati dai turbini violenti
di tempeste e intimi fortunali.

Mani, candide sensitive corolle, sigillate
da sanguigne gocce di ceralacca.
Seni tesi nelle vesti tese dal vento
sul corpo, palpitanti sopra cuori immensi.

Labbra, sensibilmente socchiuse come
boccioli di rose rosso-magenta sbocciate
nel torrido sole d'estate, denti lucenti
spasmodicamente infitti in rabbie silenti.

Andate: incidendo nel vostro orgoglio
a stento domato, passo passo tambureggiando
il selciato dell'attonito mondo con quei vostri
sfrontati tacchi che vi fanno più vicine al cielo.

Andate, con i vostri taccuini, le penne
sbocconcellate in cima, i volumi sgualciti
di versi nelle vostre borsette ricolme di grazia,
tra i bijoux e gli smartphones perennemente connessi.

Andate, menti libere come cavalle sfrenate
in praterie illimitate se non dal vostro dolore,
andate, cuori gonfi di sangue rappreso
delle vostre mai vinte mai esauste illusioni.

Andate e spargete a piene mani
i petali fragranti della vostra bellezza,
Andate, ragazze, giovani e donne che donate
voi stesse, prodighe anime, generose ostesse.

Servite il vino, transunstanziato in canto:
il mondo assetato spegnerà la sua arsura
ebbro, senza forse mostrare gratitudine alcuna.
Piacere, quello sì tanto, e conforto al proprio pianto.

Ma voi andate, le gambe scoperte
nel vento tagliente. Andate, mie care.
Andate perché siete donne dotate del dono
del canto. Solitarie, nella follia del mondo.

Voi siete: le mirabili pazze, Poetesse della Rete!



Milano, 10 Maggio 2012
A tutte le meravigliose donne
che amano, praticano, sognano, vivono, creano, militano Poesia,
sulla carta, nello spazio digitale, con immagini,
idee, pensieri, dolori, passioni, affetti...

Marianna  Piani