«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 31 marzo 2012

Il Giardino di Borges


"Jardin"

Zanjones,
sierras ásperas,
médanos,
sitiados por jadeantes singladuras
y por las leguas de temporal y de arena
que desde el fondo del desierto se agolpan.
En un declive está el jardín.
Cada arbolito es una selva de hojas.
Lo asedian vanamente
los estériles cerros doloridos
que apresuran la noche con su sombra
y el triste mar de inútiles verdores.
Todo el jardín es una luz apacible
que ilumina la tarde
y es también un acorde
entre la algarabía del paraje.
El jardincito es como un día de fiesta
en la eternidad de la tierra.

Jorge Luis Borges
Yacimientos del Chubut, 1922



«Canaloni,
aspre sierre,
dune,
avvolti da affannate spirali
e da leghe di bufera e di sabbia
che dal fondo del deserto s'affollano.
In un declivio sta il giardino.
Ogni alberello è una selva di foglie.

Invano lo assediano
le brulle dolenti colline
che affrettano la notte con le lor ombre
e la triste marina d'un inutile verdore.
L'intero giardino è una luce dolce
che rischiara la sera,
ed è anche un accordo
in mezzo al circostante tumulto.

Il giardinetto è come un dì festivo
nell'eternità della terra.»


Raccolta e offerta con amore, per voi
Marianna Piani

giovedì 29 marzo 2012

Combustione




COMBUSTIONE
(sopra un'immagine di Paola Mancinelli)


Color oro, o tabacco,
o denso tuorlo di sole,
calore che ustiona la pelle
bollore che l'anima
gonfia, e preme,
frinir di cicale assordante
come il senso del mio
abbandono, in te, tesoro:

come il senso dell'abbandono
di quel solitario ulivo
meditabondo, in attesa,
piantato in cima
alla sua stessa ombra.

Chè l'ombra nostra crediamo
non ci può mai lasciare
nè la possiamo mai,
noi, abbandonare
che al calare
della notte.


Milano, 26 Marzo 2012
A Paoletta - Marianna Piani

Una poesiola a parole nata sopra una poesia di luce di un'amica adorabile, una sorella, Paoletta, che ci dona, generosa come tutte le artiste vere, l'immagine e l'ispirazione, e il suo amore.

mercoledì 28 marzo 2012

Primavera


DER FRÜHLING


Wenn auf Gefilden neues Entzüken keimt
   Und sich die Ansicht wieder verschönt und sich
      An Bergen, wo die Bäume grünen,
         Hellere Lüfte, Gewölke zeigen,

O! welche Freude haben die Menschen! froh
   Gehn an Gestaden Einsame, Ruh und Lust
      Und Wonne der Gesundheit blühet,
         Freundliches Lachen ist auch nicht ferne.




«Quando sui campi una nuova estasi sorge
  e il paesaggio, la vista ritornano a farsi belle
    e alle alture verdeggianti di boschi
      più limpide brezze, e nubi si mostrano,

Oh! Quale gioia allora gli uomini invade! lieti
  i solitari vanno sui rivi, pace, e delizia,
    e voluttà di sensi sboccia,
      e un amabile sorriso, ormai, non è lontano.»

Friedrich Hölderlin - 1809


Dolceamara, abbagliante, esausta Primavera.
Per voi, con amore
Marianna Piani

lunedì 26 marzo 2012

Las Nubes a la torre del cielo

Soneto XXIV


Amor, amor, las nubes a la torre del cielo
subieron como triunfantes lavanderas,
y todo ardió en azul, todo fue estrella:
el mar, la nave, el día se desterraron juntos.

Ven a ver los cerezos del agua constelada
y la clave redonda del rápido universo,
ven a tocar el fuego del azul instantáneo,
ven antes de que sus pétalos se consuman.

No hay aquí sino luz, cantidades, racimos,
espacio abierto por las virtudes del viento
hasta entregar los últimos secretos de la espuma.

Y entre tantos azules celestes, sumergidos,
se pierden nuestros ojos adivinando apenas
los poderes del aire, las llaves submarinas.



«Amore, amore, le nubi alla torre del cielo
risalirono, come lavandaie trionfanti,
e tutto riarse d'azzurro, ogni cosa fu stella:
il mare, la nave, il giorno si esiliarono giunti.

Vieni a vedere i ciliegi dell'acqua di stelle,
e la chiave tonda dell'universo corsaro,
vieni a sfiorare il fuoco dell'azzurro improvviso,
vieni, prima che i suoi petali s'asciughino arsi.

Altro non v'è qui che luce, abbondanze, mucchi,
spazio aperto dalle facoltà del vento
fino a recare gli estremi segreti di spuma.

E tra tanti azzurri celesti, sommersi,
i nostri occhi si perdono, immaginando appena
i poteri dell'aria, le chiavi del mare.»


Pablo Neruda


Melodia e parole come fiori d'aria e di luce.
Raccolta e confezionata con amore, per voi
Marianna

Se mi devi amare

 Elisabeth Barrett Browning

 IF THOU MUST LOVE ME

If thou must love me, let it be for nought
Except for love's sake only. Do not say
'I love her for her smile—her look—her way
Of speaking gently,—for a trick of thought
That falls in well with mine, and certes brought
A sense of pleasant ease on such a day'—

For these things in themselves, Beloved, may
Be changed, or change for thee,—and love, so wrought,
May be unwrought so. Neither love me for
Thine own dear pity's wiping my cheeks dry,—
A creature might forget to weep, who bore
Thy comfort long, and lose thy love thereby

But love me for love's sake, that evermore
Thou mayst love on, through love's eternity.



«Se mi devi amare, fallo soltanto
per amore d'amare. Non dire mai
"La amo per il suo sorriso - per lo sguardo
per com'è dolce la sua voce, perchè il pensier suo
concorda col mio, e... si, certo quel giorno
mi diede un magico senso di pace"

Queste cose, in sè - amor mio - posson mutare
o mutare per te, e l'amor così nato
potrebbe andare perduto. E non amarmi mai
per la dolce pietà con cui le mie lacrime tergi.
Una creatura potrebbe scordarsi il pianto
che il tuo conforto portava, e così perder l'amore.

Ma amami solo per amore d'amarmi, che sempre
mi dovrai amare, per l'eternità dell'amore.»



Con dedizione, amore e passione, raccolta e tradotta, per voi
Marianna

domenica 25 marzo 2012

Orange des orangers

Una poesia, quasi cubista, di un grande Jacques Prévert.
Immagini frammentate e sfaccettate, fa pensare a un collage di Picasso.
Io amo molto questa musica di oggetti, di sapori e odori quotidiani.


Oranges des orangers
citrons des citronniers
olives des oliviers
ronces des ronceraies
Mystères fastueux et journaliers

La vie est belle
je me tue à vous le dire
dit la fleur
et elle meurt

Sans répondre à la fleur
l'homme trevers le jerdin
l'homme treverse la forêt
sans jamais adresser la parole à son chien

Elle était là
présente
dans la lumière ardente
Le paysage s'est jeté sur elle
et lui a dit
qu'elle était amoureuse de lui


(Tradurre questi versi è semplicissimo, non occorrerebbe neppure, anche chi non conosce il francese può coglierne il senso e la musica.
Rendere in italiano invece è difficilissimo, più del solito, la musica si perde, le parole hanno altro significato.
Pensate alla seconda strofa, in francese "il fiore" è "la fleur", femminile, come tutto cambia di senso così. Per questo ho reso con "rosa")


«Arance di aranceti
limoni dai limoneti
olive degli uliveti
rovi dei roveti
fastosi e quotidiani misteri.

La vita è bella
io muoio nel dirvelo
dice la rosa
e spira.

Senza rispondere alla rosa
l'uomo traversa il giardino
attraversa l'intera foresta
senza dir nulla nemmeno al suo cane

Ella era lì
presente
nella luce ardente
il paesaggio su lei s'è gettato
e lei gli ha detto
quanto lei lo amasse»


Jacques Prévert

Con amore e diletto, per voi dal mio giardino
Marianna

sabato 24 marzo 2012

Margherita


Margherita

Seduta al bancone
di legno vecchio attendo:
il profumo di fiamma
e il calore che avvampa

pane e passione
si fondono in un unico
dolce sentore
di origano fresco,
lievito e d'olio d'oliva.

Lo sguardo scuro
del ragazzo al banco,

dal bordo severo
della bocca del forno
mi scruta intenso
mi interroga muto
mi esamina impaziente

sfacciato mi cerca
mi sfugge.

Fumante, infine,
ancor ribollente,

invitante
terribilmente,
la torrida luna d'amore
appare, davanti a me.
Semplicemente
per esser gustata.
Come la Vita.





Marianna Piani
Milano 23 Marzo 2012

Dedicata a S. -  un'amica che amo infinitamente,
e al più celebrato e sensuale piatto della nostra Cucina...

A Chica

Questa poesia di Baudelaire è dedicata alla mia meravigliosa gattina, Chica, un felino nero, elegantissimo, dagli occhi verdegialli intensi e indagatori.


LE CHAT

Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d'agate.

Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s'enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,

Je vois ma femme en esprit. Son regard,
        Comme le tien, aimable bête,
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,

        Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum
          Nagent autour de son corps brun.



«Vieni, gattino mio bello, vieni sul cuor mio d'amore;
Rinfodera nelle zampe le tue unghiette,
E lascia che io m'immerga nei tuoi splendidi occhi
Fatti d'agata e metallo.

Mentre le mie dita accarezzano dolcemente
il tuo capo e il tuo dorso arcuato,
E la mia mano ha un fremito di piacere
Sfiorando tuo corpo elettrizzato,

Rivedo in ispirito Lei. Il suo sguardo,
uguale al tuo, amabile fiera,
Profondo e freddo, tagliente come un dardo,

E, dai piedi fino al capo,
Un'aria lieve, un profumo inquietante,
Fluttua attorno al suo corpo bruno.»


Charles Baudelaire

Alla mia amata Chica,
e per voi

venerdì 23 marzo 2012

Blu Oltremare

Blu Oltremare
(a un amico lontano)


Il Tempo, si sa
curva lo Spazio,
lo Spazio
indirizza il Tempo.

Sei ore,
quattromila miglia
oltremare
dimensioni immense
che non ci stanno
nel quaderno di scuola.

Allontanano Distanti
e Affini,
definitivamente
anime e corpi,
pensieri e sogni.

Sottendono orizzonti
inavvicinabili,
notte ov'è giorno,
mattina dove di la'

s'immerge la sera.

E veglia anzichè sogno,
turbamento di sensi
in luogo di passi
affrettati
sui selciati.

Lo specchio d'un lago
al tramonto
in luogo d'un ramo ingemmato
soffocato in un'aiuola
del centro.

Ma il Pensiero
curva il Tempo,
il Cuore
raddrizza distanze
dette incolmabili
da ogni umano
di sano intelletto.

La Dorsale Subatlantica
incrostata complice submarina
in sostanza estranea
a ogni emozione,
indifferente, intanto,
conduce un ronzio
incessante
di pensieri
e di cuori.

E gli Affini,
Anime perdute
e ritrovate
nel sogno del Bello
misteriosamente
si ritrovano.
Fuor di tempo.
Fuor di luogo.

In un pensiero
in un soffio
in un battito
di tastiera
in un invio
effimero
come un minuscolo
insignificante bit
di intenso
significato.


Marianna Piani

A un amico lontano, mai veduto, ma percepito.
Milano, 22 Marzo 2012

Canzone

O, MY LUVE


O, my Luve's like a red, red rose,
That's newly sprung in June.
O, my Luve's like a melodie
That's sweetly play'd in tune.

As fair as thou, my bonnie lass,
So deep in luve am I;
And I will love thee still, my dear,
Till a' the seas gang dry.

Till a' the seas gang dry, my dear,
And the rocks melt wi' the sun:
I will love thess till, my dear,
While the sands o' life shall run:

And fare thee well, my only luve!
And fare thee weel, a while!
And I will come again, my luve,
Tho' it ware ten thousand mile.



«L'amor mio è una rosa, rossa rosa,
appena in Giugno sbocciata.
L'amor mio è la melodia
d'un canto dal dolce, dolce suono.

Sì bella sei, mia bella,
sì nel profondo son io che t'amo;
che in perpetuo t'amerò, amor mio,
finchè i mari non svaporeranno.

Finchè i mari seccheranno, cara,
e le scogliere al sole fonderanno:
fino allora, sempre, t'amerò, mia cara,
finchè fluirà sabbia nella clessidra della vita.

E addio, addio mio solo amore!
E addio, ancor per un momento!
E tornerò, amor mio, ancora,
anche da mille miglia lontano»


Robert Burns, 1759-1796

Una canzone d'amore, dolcissima, con amore colta per voi, nei miei prati.


Marianna

giovedì 22 marzo 2012

Les femmes ne doivent pas écrire!

 Une lettre de femme - Lettera da una Donna


Les femmes, je le sais, ne doivent pas écrire;
J'écris pourtant,
Afin que dans mon coeur au loin tu puisses lire
Comme en partant.

Je ne tracerai rien qui ne soit dans toi-même
Beaucoup plus beau:
Mais le mot cent fois dit, venant de ce qu'on aime,
Semble nouveau.

Qu'il te porte au bonheur! Moi, je reste à l'attendre,
Bien que, là-bas,
Je sens que je m'en vais, pour voir et pour entendre
Errer tes pas.

Ne te détourne point s'il passe une hirondelle
Par le chemin,
Car je crois que c'est moi qui passerai, fidèle,
Toucher ta main.



«Le donne, lo so, non dovrebbero scrivere;
io tuttavia scrivo,
così che nel mio cuore lontano tu possa leggere
come s'io fossi presso di te.

Non traccerò nulla che non sia gia in te

più bello ancora:
ma parole cento volte ripetute, d'amato venute,
ci sembrano nuove.

Che ti porti gioia! Io riposo in attesa

anche se, laggiù,
sento che vado, per vedere e sentire
vagare i tuoi passi.

Non ti scansare se una rondinella

ti attraverserà il cammino,
perchè credo che sarò io, fedele, a passare,
per sfiorarti la mano.»


Marceline Desbordes-Valmore


Colta per voi, con amore di donna

Marianna

L'Albatros e il Poeta

L'ALBATROS

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposé sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!

Le Poëte est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.


«Spesso, per gioco, i marinai dell'equipaggio
acchiappano degli albatros, grandi uccelli marini,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
il vascello che scivola sopra gli abissi marini.

Non appena li hanno deposti sul ponte,
Questi Sovrani del cielo, maldestri e impacciati,
Lasciano pietosamente le loro immense ali bianche
Pendere come remi inerti dietro ai fianchi.

Quest'alato viaggiatore, com'è goffo e vulnerabile!
Lui, prima così bello, com'è ora sgraziato e buffo!
L'uno gli stuzzica il becco con una pipa di gesso,
L'altro scimmiotta, zoppicando, lo storpio volante!

Il Poeta è così, come il principe dei nembi,
Che abita le tempeste, e deride gli arceri;
Esiliato a terra, in mezzo a fischi deriso,
Le sue ali troppo grandi gli vietan di camminare.»


Charles Baudelaire

Dedicata a tutte le mie amiche artiste,
poetesse di scrittura, di immagine, di musica, di luce, di bellezza.


Marianna

«Blumen», Ai Fiori, di Rainer Maria Rilke


(Die Sonette an Orpheus)

(VII) BLUMEN...

Blumen, ihr schließlich den ordnenden Händen verwandte,
(Händen der Mädchen von einst und jetzt),
die auf dem Gartentisch oft von Kante zu Kante
lagen, ermattet und sanft verletzt,

wartend des Wassers, das sie noch einmal erhole
aus dem begonnenen Tod -, und nun
wieder erhobene zwischen die strömenden Pole
fühlender Finger, die wohlzutun

mehr noch vermögen, als ihr ahntet, ihr leichten,
wenn ihr euch wiederfandet im Krug,
langsam erkühlend und Warmes der Mädchen, wie Beichten,

von euch gebend, wie trübe ermüdende Sünden,
die das Gepflücktsein beging, als Bezug
wieder zu ihnen, die sich euch blühend verbünden.


«Fiori, voi, affini alle ordinate mani
(mani di fanciulle, di ieri, di sempre)
spesso, sparpagliati sul tavolo da ogni lato,
feriti appena, già sciupati,

attendevate dall'acqua una nuova vita
e salvezza dalla morte già imminente,
ora, risorti infine, tra i vibranti tocchi
di sensibili dita votate a un ristoro

più grande della più trepida speranza,
quando infine uniti vi trovaste, in un vaso,
pian piano freddandovi il calore donaste

alle fanciulle, quasi a confidare del peccato grave
e dolente d'esser recisi, e rifiorendo

assiee a loro foste da un nuovo legame uniti.»

Rainer Maria Rilke  (1875-1926)

Raccolta e offerta, con amore, per voi
Marianna

Una ninnananna di William Blake

 WILLIAM BLAKE


SLEEP


Sleep! sleep! beauty bright,
Dreaming o'er the joys of night;
Sleep! sleep! in thy sleep
Little sorrows sit and weep.

Sweet Babe, in thy face
Soft desires I can trace,
Secret joys and secret smiles,
Little pretty infant wiles.

As thy softest limbs I feel,
Smiles as of the morning steal
O'er thy cheek, and o'er thy breast
Where thy little heart does rest.

O! the cunning wiles that creep
In thy little heart asleep.
When thy little heart does wake
Then the dreadful lightnings break,

From thy cheek and from thy eye,
O'er the youthful harvests nigh.
Infant wiles and infant smiles
Heaven and Earth of peace beguiles.



«Dormi! Dormi mio bel splendore,
sognando le notturne gioie;
dormi! dormi e nel tuo sonno
sfumi ogni tuo piccolo dolore.

Dolce bimbo, sul tuo viso
dolci desideri potrei tracciare,
gioie segrete e segreti sorrisi,
e di infantili capricci ogni grazia.

Mentre le tue tenere braccia sento
sorrisi come il mattino son rapiti
sulle tue guance, sul tuo petto
ove il cuoricino tuo riposa.

Oh, capricci s'insinuano lesti
nel tuo cuoricino assopito.
Quando il cuore tuo sarà desto
allora scoccheranno lampi spietati,

dalle tue guance e dai tuoi sguardi
sulle prossime giovanili messi.
Infantili capricci, sorrisi infantili
incantan di pace Cielo e Terra.»



William Blake 1757-1827

Con amore e passione, per voi raccolta e interpretata

Marianna Piani

Dedicata a un amico oltremare, per il suo compleanno
Milano, 22 Marzo 2012


mercoledì 21 marzo 2012

LOVE AND HARMONY - William Blake

Un gioiellino di William Blake, quando Amore e Armonia si incontrano magicamente e le nostre anime si congiungono in attimi di indicibilita.






LOVE AND HARMONY

Love and harmony combine,
And round our souls entwine
While thy branches mix with mine,
And our roots together join.

Joys upon our branches sit,
Chirping loud and singing sweet;
Like gentle streams beneath our feet
Innocence and virtue meet.

Thou the golden fruit dost bear,
I am clad in flowers fair;
Thy sweet boughs perfume the air,
And the turtle buildeth there.

There she sits and feeds her young,
Sweet I hear her mournful song;
And thy lovely leaves among,
There is love, I hear his tongue.

There his charming nest doth lay,
There he sleeps the night away;
There he sports along the day,
And doth among our branches play.



«Amore e Armonia si congiungono
e s'intrecciano strette alle nostre anime
mentre si confondono nei miei i tuoi rami
e le radici nostre s'avvinghiano fitte.

Gioie si posano sui nostri rami,
cinguettando sonore in dolce canto;
come gentili ruscelli sotto i nostri passi
innocenza e virtù convergono uniti.

Tu indossi le frutta tue dorate,
io sono adorno di fiori in festa;
le gemme tue dolci profumano il vento,
e la tartaruga qui edifica il nido.

Qui si ferma e pasce i suoi nati,
dolce odo il suo triste canto;
E tra le tue amorose foglie,
qui è amore, la sua voce sento.

Qui pone il suo fascinoso nido,
qui s'assopisce nel passar la notte,
qui si rivela a giorno fatto,
e qui tra i rami nostri gioca e vive.»


William Blake 1757-1827

Con amore, per voi raccolta e interpretata

Marianna
Versi di Stéphane Mallarmé, quasi al mio nome: Méry.


O, si chère de loin ...

O si chère de loin et proche et blanche, si
Délicieusement toi, Mery, que je songe
À quelque baume rare émané par mensonge
Sur aucun bouquetier de cristal obscurci

Le sais-tu, oui ! pour moi voici des ans, voici
Toujours que ton sourire éblouissant prolonge
La même rose avec son bel été qui plonge
Dans autrefois et puis dans le futur aussi.

Mon coeur qui dans les nuits parfois cherche à s'entendre
Ou de quel dernier mot t'appeler le plus tendre
S'exalte en celui rien que chuchoté de soeur

N'étant, très grand trésor et tête si petite,
Que tu m'enseignes bien toute une autre douceur
Tout bas par le baiser seul dans tes cheveux dite


Oh, così cara, da lontano, e vicina, e bianca,
così, deliziosamente, te, Mery, io immagino
qualche raro balsamo emanato per inganno
su un qualche vaso di cristallo brunito

Lo sai, sì! Ecco per me anni e anni, ecco
sempre il tuo sorriso accecante prolungar la stessa rosa
con la sua estate che mi sommerge
nel passato, e poi anche ancor nel futuro.

Il mio cuore che nelle notti, a volte cerca di capire
o di chiamarti con  un ultimo più tenero nome,
s'infiamma per quello, appena sussurrato, di sorella

Se non fosse, tesoro mio diletto, testolina cara,
che ben altra dolcezza tu m'apprendi,
col solo bacio tra i tuoi capelli bisbigliato.


Stéphane Mallarmé 1842-1898


Con amore e affetto raccolto e dedicato a voi

Marianna Piani

martedì 20 marzo 2012

A un mattino di primavera, inusitatamete assieme assolato e triste.

GEORGE GORDON BYRON

SHE WALKS


SHE walks in beauty like the night
Of cloudless climes and starry skies,
And all that's best of dark and bright
Meet in her aspect and her eyes;
Thus mellowed to the tender light
Which heaven to gaudy day denies.

One ray the more, one shade the less
Had half impaired the nameless grace
Which waves in every raven tress
Or softly lightens o'er her face,
Where thoughts serenely sweet express
How pure, how dear their dwelling place.

And on that cheek and o'er that brow
So soft, so calm yet eloquent,
The smiles that win, the tints that glow
But tell of days in goodness spent
A mind at peace with all below,
A heart whose love is innocent.



«Lei va, splendente come la notte
più tersa nel cielo e stellata,
e tutto il bello ch'è nel buio e nel chiaro
nei suoi occhi, nei sui sguardi cogli;
addolciti alla tenera luce
che il Cielo nega all'avanzar del giorno.

Un raggio in più, un'ombra in meno
avrebbero guastato l'innominata grazia
che aleggia in ogni sua bruna treccia
o morbidamente le illumina la faccia,
ove serenamente dolci pensieri detti
così puri, così cari hanno dimora.

E su quelle gote, su quella fronte
così dolce, così serena, eppur eloquente
i sorrisi trionfanti, i colori lucenti
parlano di giorni in gioia spesi,
e d'un intelletto in armonia con ogni cosa,
e d'un cuore ch'è, innocente, in amore.»

George Gordon Byron 1788-1828

Raccolto, riletto, interpretato e a voi offerto, con amore


Marianna

Milano 20 Marzo 2012

domenica 18 marzo 2012

Meeresstille


Tiefe Stille herrscht im Wasser,
Ohne Regung ruht das Meer,
Und bekümmert sieht der Schiffer
Glatte Fläche ringsumher.
Keine Luft von keiner Seite!
Todesstille fürchterlich!
In der ungeheuern Weite
Reget keine Welle sich.


Quiet Sea

Deep quiet rules the waters;
motionless, the sea reposes,
and the boatsman looks about with alarm
at the smooth surfaces about him.
No wind comes from any direction!
A deathly, terrible quiet!
In the vast expanse
not one wave stirs.


Mare Piano

Una profonda quiete
domina le acque,
immobile, il mare riposa,
e il navigante
guarda attorno con ansia
la piana superficie che lo circonda.
Nessun vento viene,
da alcuna direzione!
Solo morta, terribile quiete!
Nel vasto spazio
nemmeno un'onda muove.

Johann Wolfgang Goethe